Incontro con Alex Podolinsky

5 novembre 2017

Il 10 giugno 2017 nel Collio goriziano si è svolto un incontro con Alex Podolinsky, cui ha partecipato un gruppo di agricoltori e viticoltori.

Alex, classe 1925, è il guru dell’agricoltura biodinamica mondiale. Discendente da una famiglia aristocratica russa costretta ad abbandonare la patria dopo la rivoluzione del 1917, filosofo e psicologo (assolutamente da leggere lo scritto Ad Humanitatem), esperto di musica e di antroposofia, nonchè seguace di Rudolf Steiner, dopo aver vissuto in Germania, Svizzera e Inghilterra, approda in Australia nel 1949 e si pone come missione la sfida di rendere il metodo biodinamico accessibile a tutti gli agricoltori (anche se privi di stalla bovina), applicando ed affinando gli insegnamenti di Steiner ad un livello più pratico.

Nel 1953 ha fondato la BDAAA (Biodynamic Agricultural Association of Australia) e solo nel suo continente ha trasformato oltre 3 milioni di ettari di terreni seguendo aziende e tenendo ininterrottamente conferenze e seminari in tutto il mondo.

L’incontro è stato coadiuvato dall’enologo Saverio Petrilli, il massimo esperto di viticoltura biodinamica in Italia, seguace di Alex Podolinsky, personaggio schietto, diretto, concreto e consapevole di trovarsi immerso in quel meraviglioso mondo biodinamico sconosciuto ai più e quindi ad appannaggio di pochi. Si è parlato del necessario ritorno e della riscoperta della “Vera Natura”, oggi ancora perduta, o meglio, fagocitata dall’agricoltura tradizionale, di preparati biodinamici, di sovesci, di forze fisiche ed eteriche e della loro unione secondo l’ottica steineriana, della necessità che l’esperienza contadina non sia astratta, ma ricomprenda necessariamente un rapporto osmotico manuale (=lavoro fisico), con massime di approfondimento veramente importanti e utili/confacenti per tutti.

Capire l’importanza della magia creativa sul caos nell’ambito della dinamizzazione in quanto l’acqua prende vita ed i preparati si trasformano -sono transustanziati- (si ha creazione, ma non nel senso di trarre qualcosa dal nulla, ma trarre un ordine dal caos), collegare i movimenti ed i vortici alle 3 leggi di Keplero che descrivono il moto dei pianeti secondo orbite elittiche, vedere Alex, che nell’esaminare il vortice di un dinamizzatore meccanico ribatte che la rotazione è di ben 2 (due) secondo troppo breve, sentire la critica di esserci dimenticati dell’importanza del humus senza il quale la sostanza organica viene bruciata dal calore, captare il profondo rapporto di empatia che lega Saverio alle proprie viti ed alla Natura, vedersi estrinsecato lo sviluppo della coscienza (la necessità di sentirne la Voce), dell’autocoscienza e dell’anima che torna ad avere un ruolo centrale, analizzata nei suoi tre aspetti di cosciente, razionale e senziente, rende l’idea della profondità ontologica e fenomenologica delle analisi svolte dai protagonisti.

Mi viene assolutamente da riprendere una massima di Saverio, che credo tutti i seguaci dell’agricoltura biodinamica potrebbero condividere: l’impulso nuovo in agricoltura con la biodinamica si può paragonare all’impulso cristiano: Cristo ha travalicato il mondo dove è nato per andare oltre e ciò che fa la biodinamica in agricoltura; è una rivoluzione!

Come si può chiosare con un appropriato abstract finale con questi mostri sacri, Alex Podolinsky e Saverio Petrilli? Non è facile per un seguace di agricoltura biodinamica che proviene da un altro ambito lavorativo ed anche di brevissimo periodo, appar l’anno 2014 di costituzione della Società Agricola 4 Principia Rerum, ma cerchiamo di provarci!

Il mondo (rectius la Natura) non è “essere” (statico), ma “divenire” (dinamico), un gioco di forze in continua metamorfosi. Riprendendo l’ottimismo tragico di Nietzsche: il mondo (rectius la Natura per rimanere in tema) è tragicamente magnifico nel suo frazionamento, la sua armonia sta nella sua disarmonia, la sua unità nella disunione con i sinonimi ed i contrari, il tutto riassunto nella classica dialettica hegeliana della contrapposizione dialettica della realtà, applicabile tout court alla Natura: tesi, antitesi e sintesi. Perché la Vera Natura che origina dall’agricoltura biodinamica rende il mondo reale-vero-BELLO (Podolinsky) ed allora, parafrasando Dostoevskij: solo la Bellezza ci salverà, ma non quella esteriore, quella interiore irradiazione dell’essere, che va capita, immedesimata e vissuta in quel rapporto di empatia Uomo – Natura di cui ha fatto cenno Saverio, con un appropriato pathos, in quanto: la Natura non può capire l’uomo, ma l’uomo sì che può e deve capire la Natura!

Grazie a Voi Alex e Saverio, per averci onorato della presenza e della summa lectio agraria.